Opzioni call e put

Hai mai sentito parlare di opzioni PUT e CALL? Se sì, sai come funzionano? In questo articolo definiamo il funzionamento, la tipologia di contratto, il possibile rischio per i venditori e per i compratori e altre caratteristiche che possono essere utili a chi si affaccia in questo mondo.

Definizione

Un’opzione è uno strumento derivato in base al quale l’acquirente dell’opzione acquista il diritto, ma non l’obbligo, di vendere un titolo (chiamato sottostante) a un prezzo d’esercizio (chiamato strike price), mentre l’altra parte si impegna ad acquistare il titolo, se l’acquirente dell’opzione decide di esercitare il suo diritto, ma avrà nel frattempo incassato il premio dall’acquirente stesso.

Detta così non risulta facile da capire il funzionamento esatto, infatti le opzioni sono usate molto spesso dai professionisti del mondo finanziario. Con l’avvento di Internet sempre più persone utilizzano questa possibilità per trarne degli ottimi ricavi finanziari e per arrotondare lo stipendio senza metta a rischio l’intero capitale.

Cerchiamo di vedere con un esempio come funziona l’opzione PUT (di vendita) in modo da capire meglio il sottostante e lo strike price.
Il Titolo de LaMonetaDigitale ad oggi vale 20$. Con un accredito di 3$ c’è la possibilità di venderlo fra un mese a 30$. Se fra un mese il titolo varrà meno di 30$ sarà conveniente venderlo, potendolo piazzare ad un prezzo superiore a quello prevalente sul mercato. Se il titolo invece varrà meno di 17$ (ossia 20$-3$) l’operazione di chiuderà con un utile.

La stessa cosa può essere fatta al rialzo con un opzione CALL (di acquisto).
Il Titolo de LaMonetaDigitale ad oggi vale 20$. Con un accredito di 3$ c’è la possibilità di venderlo fra un mese a 10$. Se fra un mese il titolo varrà più di 10$ sarà conveniente venderlo, potendolo piazzare ad un prezzo superiore a quello prevalente sul mercato. Se il titolo invece varrà più di 23$ (ossia 20$+3$) l’operazione di chiuderà con un utile.

trading chart

Nel mondo finanziario esistono molti tipi di strumenti sottostanti su cui fare delle opzioni di call e put, vediamo quelli più importanti:

  • Azioni, Obbligazioni, in generale Titoli
  • Indici (come Nasdaq)
  • Valute
  • Tassi di interesse
  • Commodity (come petrolio o metalli preziosi)
  • Fondi di Investimento.

Come hai visto anche le valute possono essere usate come sottostanti, e tra queste ci sono anche le più importanti cripto come ad esempio il Bitcoin. Se volete tradare le opzioni su Bitcoin ti consiglio di rimanere sempre aggiornato guardando la nostra pagina delle News!

Il prezzo di esercizio (Strike Price) è invece una variabile chiave per capire i strumenti derivati.
Un opzione PUT (vendita) ha valore monetario positivo (e quindi crea utili) se e solo se il prezzo del sottostante è minore del prezzo d’esercizio (ossia il prezzo quando si acquista il sottostante).
Un opzione CALL (acquisto) ha valore monetario positivo (e quindi crea utili) se e solo se il prezzo del sottostante è maggiore del prezzo d’esercizio (ossia il prezzo quando si acquista il sottostante).

Se vuoi iniziare a fare pratica con le opzioni, ti consiglio di iscriverti a un servizio affidabile e che ti permetta di sperimentare il funzionamento di questo mondo.
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Payoff e stili di opzioni

Come abbiamo specificato prima un’opzione put ha valore monetario positivo se alla scadenza il prezzo del sottostante è minore del prezzo d’esercizio.
Per quanto riguarda l’opzione call si ha un profitto se alla scadenza il valore del sottostante è positiva rispetto al valore di strike.

Queste due condizioni sono chiamate payoff (ricompensa in italiano), e ciò viene riconosciuto al compratore dell’opzione solo se l’opzione ha fatto il movimento desiderato.
Esistono però vari stili per quanto riguarda queste opzioni, che differiscono tra di esse principalmente per la scadenza temporale. Guardiamo insieme quali sono:

  • Opzioni put o call EUROPEA, può essere esercitata solamente ad una certa data, detta scadenza (o maturity)
  • Opzioni call o put AMERICANA, può essere esercitata in qualsiasi momento prima della scadenza.

Esistono inoltre diverse tipi di strategie che si possono fare con le opzioni:

  • Strategia hedging: servono per coprire eventuali investimenti presenti nel portafoglio da possibili perdite di valore
  • Strategie long-short: combinando l’acquisto di una call (o di una put) con la vendita (o l’acquisto) allo scoperto di azioni o indici, e viceversa
  • Strategie direzionali semplici: investire su una tendenza di mercato (rialzo o ribasso)
  • Strategie direzionali complesse: si ottengono combinando la vendita e l’acuisto di opzioni put e call su un determinato indice

Queste strategie sono quelle più semplici ed utilizzate nel mondo delle opzioni. Se volete conoscerne di nuove e più efficaci per il vostro stile di trading visitate queste sito per altre 10 ottime strategie.

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Moltiplicatori e lotti

Come in ogni operazione nel mondo della finanza abbiamo dei moltiplicatori che identificano l’ammontare guadagnato o perso se il prezzo del sottostante cresce o diminuisce. Possiamo definire, quindi, moltiplicatore come un valore monetario associato alla tua opzione valido per ogni punto che guadagni o perdi. E’ molto simile al valore che nel trading online asumono i pip a seconda del lottaggio che utilizziamo: 0.01 lotto significa 0.10$/pip, 0.1 lotti significa 1$/pip e cosi via.
Infatti, tornando alle opzioni, anche qui troviamo un valore chiamato lotto.
Per lotto si intende il moltiplicatore che occorre utilizzare per determinare le dimensioni di un singolo contratto.

Facciamo un esempio per chiarire il concetto. Se il lotto relativo all’opzione su A è di 10.000 vuol dire che ciascun contratto d’opzione su A, negoziabile sul mercato di origine, controlla 10.000 azioni.

Il valore intrinseco

Il profitto per l’investitore di un’opzione dipende dal superamento al rialzo (per la call) o al ribasso (per la put) dello strike price da parte delle quotazioni del sottostante.
Esistono tre tipi diversi di prezzo di esercizio:

  • ATM (at the money), ossia quando il prezzo di esercizio è uguale al prezzo corrente del sottostante
  • ITM (in the money), ossia quando il prezzo di esercizio è inferiore (in una call) o superiore (in una put) al prezzo corrente del sottostante
  • OTM (out of money), ossia quando il prezzo di esercizio è superiore (in una call) o inferiore (in una put) al prezzo del sottostante.

Per capire meglio guardiamo questo grafico che rappresenta una opzione put con strike price posto a 25$.

Opzioni put

Come possiamo vedere in questo grafico ci sono 3 fasi del prezzo: nella prima il prezzo si trova in OTM, nella seconda in ATM e nella terza ITM.

Conclusioni

Come hai capito le opzioni sono meno rischiose delle azioni. Infatti non basandosi direttamente sul prezzo dell’azione, ma soltanto del sottostante, le opzioni rendono guadagni e perdite più lievi rispetto che fare lo stesso nel mercato azionario.
Prima di investire nelle opzioni put e call bisogna fare una buona analisi dell’asset su cui si vuole investire, della sua volatilità e poi valure le possibili contrazioni di prezzo a sfavore.
Una volta che si ha un quadro completo, però, le opzioni rappresentano delle ottime opportunità anche per chi si affaccia per la prima volta al mondo della finanza.

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Buon trading (sulle opzioni) a tutti!

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